Itinerario in bici a San Gimignano: alla scoperta della Vernaccia

Bike Tour - San Gimignano

Circumnavigare le torri medievali fuori dai sentieri battuti: un viaggio fatto di salite, imprevisti tecnologici e calici che raccontano 700 anni di storia.

Il pretesto: Trovarsi a San Gimignano durante le celebrazioni storiche della Vernaccia.


L’idea: Guardare le famose torri da una prospettiva diversa. Non da dentro le mura, ma girandoci intorno su due ruote, esplorando le colline dove questo vino iconico affonda le radici.


Il mood: Un viaggio fatto di pendenze, contrasti, calici indimenticabili e incontri autentici.

La partenza da La Cappuccina e il “premio di consolazione” da Dondoli

Il punto di partenza di questa avventura su due ruote è La Cappuccina Country Resort. Da qui, l’itinerario si snoda tagliando la campagna toscana. Infatti, fin dai primi colpi di pedale si incontra quel panorama iconico fatto di vigne, ulivi e strade che profumano di terra. Successivamente, prima di allontanarsi definitivamente e iniziare a fare sul serio con le pendenze, è d’obbligo una sosta tattica nel cuore del borgo medievale. Il pit stop ha una destinazione ben precisa, ovvero la Piazza della Cisterna per un gelato da Dondoli. Quindi, più che un peccato di gola, si è rivelato la benzina perfetta. Una ricarica di zuccheri e buonumore prima di affrontare la vera fatica che questa circumnavigazione richiede.

Il momento “survival” da Teruzzi: l’ospitalità toscana che ti rimette al mondo

Usciti dal centro, il percorso inizia a farsi sentire sulle gambe. Quando sono arrivato alla cantina Teruzzi, la fatica si leggeva chiaramente in faccia anche perchè avevo snagliato strada e mi ero infilato in una salita in mezzo al bosco. Mi devono aver letteralmente “visto morto” all’ingresso. Ed è proprio qui che è emerso il lato più autentico e caloroso dell’ospitalità toscana. Invece di una formale accoglienza aziendale, la salvezza si è palesata sotto forma di una spaghettata improvvisata in cantina. Quindi, una pasta asciutta salvavita cucinata sul momento mi ha letteralmente rimesso al mondo. Il tutto è stato accompagnato da un ottimo calice dei loro vini. Inoltre, questo momento mi ha ricordato che il vino è prima di tutto condivisione, calore e accoglienza spontanea. Aggiungo piccola postilla: Teruzzi negli ultimi 10 anni è tornata in pista con una qualità straordinaria. Piccola chicca: provato la loro Vernaccia 2019 per verificare quanto questo vino evolva elegantemente. 

Il contrasto di Poggio Alloro e il turismo dei furgoncini

Ripresa la strada, la pedalata ha portato verso Poggio Alloro, un luogo che sulla carta vanta una bellezza paesaggistica indiscutibile. Piccola azienda con squarci e vedute incredibili e anche delle Vernaccia di San Gimignano golose. Tuttavia, l’arrivo qui ha mostrato l’altra faccia della medaglia del turismo locale. La magia del posto era parzialmente smorzata da una miriade di furgoncini stipati di turisti seduti ai tavoli per il pranzo. Ho provato a trovarmi un varco ma è stato davvero impossibile, magari per via dell’orario di fine pranzo. La colpa è tutta mia di essermi fermato a fine servizio non una critica ad un’azienda ma una domanda riguardo alla trasformazione dell’identità di luoghi patrimoni Unesco come San Gimignano e Firenze dove il turismo di massa impone regole e ritmi che cambiano il volto di quest luoghi.  Il viaggio in  bicicletta all’insegna della lentezza, la degustazione in sala Dante, le albe silenziose e i tramonti con il calice in mano, mi ha fatto riflettere sulla possibilità di incentivare anche occasioni per scoprirne gli angoli più nascosti, faticando per conquistarli.  Comunque la loro Vernaccia di San Gimignano Il Nicchiaio 2025 è emersa tra gli assaggi della mattina precedente con un contrato sapido salino ed una bella complessità di erbe aromatiche e frutti bianchi.

Blackout e ricarica umana alla Cappella di Sant’Andrea con Francesco Galgani

Il vero imprevisto dell’avventura si è consumato poco dopo: telefono, batteria completamente esaurita. Questo classico blackout tecnologico può trasformarsi in un problema nel cicloturismo. Arrivato alla Cappella di Sant’Andrea dunque ho dovuto gettare la spugna e passare alla tappa succesiva, ma se vi capita non perdete l’occasione di trovare la vostra “ricarica” da Francesco Galgani che non solo conduce un’azienda biologica e dei vini eccellenti, ma incarna una simpatia e una veracità autentica, oltre ad essere una fonte importante di giri naturalistici a piedi e in bici per le valli da San Gimignano a Volterra. La Sua Vernaccia di San Gimignano Prima Luce 2025 è stata una delle più brillanti degli assaggi di quest’anno.

Il finale da favola tra i vigneti di Mormoraia

Superato il borgo di Pancole, le ultime pedalate hanno regalato il finale perfetto. Questo è il traguardo che ogni ciclista sogna dopo chilometri di saliscendi. Infatti, l’arrivo alla Mormoraia è un vero e proprio premio per gli occhi e per il corpo. Questo resort da favola è immerso nel silenzio e circondato da vigneti curati come giardini. Inoltre, accoglie i viaggiatori con una vista spettacolare sulle torri di San Gimignano. Guardare le vigne e il profilo della città a bordo piscina è meraviglioso, mentre la fatica abbandona le gambe. Di conseguenza, questo è il modo migliore per chiudere un anello perfetto e celebrare la storia di un territorio straordinario. Qui potete trovare una cucina moderna e pulita e gli assaggi delle diverse tipologie di Vernaccia sono uno spasso per la loro diversità derivata a suoli e vigne diverse e metodi di vinificazione che, da ormai molti anni, sono un sigillo di garanzia anche per un potenziale di invecchiamento incredibile 

1 Comment

  1. A settembre visiteremo San Gimignano e i dintorni. Poiché porteremo con noi le nostre biciclette elettriche, mi sembra un bel percorso da fare. È possibile ricevere una descrizione del percorso di questa gita? Eventualmente anche in formato GPS.
    Grazie mille
    leendierckx138@gmail.com

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