C’è una domanda che rimbalza da tempo tra i banchi d’assaggio e i trend globali. Questa settimana, infatti, la redazione della BBC mi ha posto direttamente questo quesito: perché le nuove generazioni mettono il vino rosso in frigo?
La risposta immediata di molti puristi è spesso un sussulto di indignazione. La mia, al contrario, è l’esatto opposto. Infatti, la Gen Z non sta rompendo le regole. Di conseguenza, sta solo correggendo un enorme malinteso transgenerazionale. Il mito della temperatura ambiente è un retaggio del passato. Questo concetto è nato quando le case e le cantine erano fredde per definizione.
Oggi, tuttavia, la situazione è diversa a causa dei riscaldamenti moderni e delle estati sempre più torride. Per questo motivo, temperatura ambiente significa spesso superare i 20°C. Questa condizione, purtroppo, uccide l’eleganza di qualsiasi grande vino. Infatti, ne penalizza i profumi e ne accentua l’alcolicità.
Quindi, quando un venticinquenne chiede un Pinot Noir fresco, non sta mancando di rispetto al produttore. In effetti, e forse persino senza saperlo, sta servendo quel vino molto meglio di come abbiamo fatto noi per decenni. Se un vino rosso scende di qualche grado sotto la temperatura ideale, non c’è da farsi prendere dal panico. Infatti, il calore delle mani sul calice lo riporterà in equilibrio in pochi minuti. Al contrario, se il vino è troppo caldo, non c’è alcun margine di ritorno.
Oltre i dogmi: il vino rosso d’estate
In Italia, a dire il vero, da tempo produttori e amanti del vino hanno applicato questa lezione di pragmatismo anche agli Amarone della Valpolicella. Di conseguenza, una Barbera, un Lambrusco, un Chianti Classico o un Etna Rosso fresco di cantina in pieno agosto non sono mai stati percepiti come un trend modaiolo o un’eresia. Al contrario, sono semplicemente sinonimo di buon senso applicato alla convivialità.
Forse, pertanto, la vera notizia non è la temperatura del servizio, ma quello che c’è dietro. Il vino non parla mai solo della bottiglia in sé. Racconta invece chi lo ha immaginato e, soprattutto, fotografa una generazione che finalmente si sente abbastanza libera da berlo alle proprie condizioni, senza farsi imprigionare da dogmi superati.
Ringrazio la redazione di BBC News per la bella intervista, che potete trovare a questo link: Leggi qui



